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La basilica di San Vitale a Ravenna

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La Basilica di San Vitale fu fatta costruire dal vescovo Ecclesio, con il contributo di Giuliano l’Argentario, nel 526 e completata nel 547 dal suo successore, l'arcivescovo Massimiano quando Ravenna era già stata riconquistata dall'imperatore Giustiniano I. L'edificio, capolavoro dell’architettura ravennate combina elementi architettonici romani (la cupola intradossata e sviluppantesi in altezza, la forma dei portali, le torri) con elementi bizantini (l'abside poligonale, i capitelli, la costruzione in mattoni).  Dalla forma geometrica del nucleo principale emergono altri corpi altrettanto rigorosamente definiti: il tiburio sopraelevato, ugualmente ottagonale, e l’abside, poligonale all'esterno, semicircolare all'interno e affiancata da due piccoli ambienti ( pròthesis   e  diacònicon ). Si accede all'interno attraverso due porte: l'una in asse, l'altra, invece, obliqua rispetto all'abside. Di conseguenza anche il nartece, detto àrdica, invec...

Mausoleo di Galla Placidia

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Il Mausoleo di Galla Placidia risale alla prima metà del V secolo (circa dopo il 425) ed è strettamente collegato alla corte imperiale, che si trova a Ravenna dopo essersi spostata da Milano.   L’edificio, di piccolissime dimensioni, è stato voluto proprio da Galla Placidia, come mausoleo funebre per accogliere le sue spoglie e quelle dei familiari (probabilmente Costante III e Onorio), e certamente risulta essere uno dei meglio conservati edifici di epoca tardo-romana e proto-bizantina.   Originariamente collegato alla Basilica della Santa Croce, il minuscolo edificio presenta una pianta a croce latina, in quanto la navata è leggermente più lunga del transetto molto sporgente, è coperto da volte a botte mentre sull’incrocio si erge una cupola emisferica.   Nonostante non possa essere annoverato tra le strutture bizantine, l’edificio presenta in nuce una serie di caratteristiche che poi si ritroveranno, apparendo come elementi essenziali, in tutta l’arte bizant...

Il romanico

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Roma e il Sacro Romano Impero --> La scelta “romana” di Carlo Magno è, di fatto, la scelta del classico. Carlo, così come era in realtà successo per i re barbari oramai romanizzati, ha Roma come punto di riferimento, un punto di riferimento politico, statale, culturale, artistico e, come tale, degno di essere ripreso e attualizzato nel mondo a lui contemporaneo. Parlare di cultura romana significa, in un certo senso, prendere posizione critica rispetto alla deriva anticlassica, e più specificatamente germanica, che aveva caratterizzato i secoli centrali del cosiddetto Medioevo. La scelta carolina di riproporre l’architettura della Basilica romana di San Pietro, quale punto di riferimento architettonico-spaziale per le costruzioni sacre, e quella di divulgare la cultura attraverso una nuova scrittura, in grado di essere compresa anche da fasce sociali meno colte e meno ricche, assieme allo sviluppo dei pellegrinaggi e la nascita di una coscienza borghese, portano ...

Roma Paleocristiana- Santa Pudenziana

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Un importante intervento di segno cristiano nella Roma del tardo IV secolo fu la trasformazione delle terme della casa di Pudente in chiesa dedicata a Santa Pudenziana, della cui decorazione rimane solo il grandioso mosaico absidale, raffigurante Cristo seduto in trono con gli Apostoli. Pur mostrando chiare affinità con formule di ascendenza ellenistica e ancora molto in uso a Roma (evidenti nella assoluta volontà di descrivere una realtà tangibile), nel mosaico absidale della chiesa di Santa Pudenziana, si impone con grande forza la volontà di realizzare un’opera a forte contenuto simbolico, sottolineante in maniera precisa il ruolo dell’abside nello spazio ecclesiastico. Essa diventa, infatti, il Paradiso, punto di arrivo di un percorso salvifico che parte dall’ingresso in chiesa (simbolicamente inteso come la figura del mondo terreno). L’opera di dimensioni monumentali pur essendo divisa in due zone (una parte inferiore dove davanti ad un porticato ad emiciclo trova posto la figur...

Roma Paleocristiana- Santa Maria Maggiore

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La vacanza dell’Imperatore da Roma provoca un lento ma inesorabile decadimento del suo potere ed un conseguente accrescimento di quello del Papa che finirà col diventare il vero sovrano non solo della città ma di un sempre più largo numero di cristiani. Ciò porta ad una serie di interventi atti a rendere concreta tale ascesa del Papa e cioè la massiccia costruzione di chiese, non più nella periferia della città ma dentro le mura e a ridosso del Foro. Per volontà di papa Sisto III, 432 viene costruita sull’Esquilino, poco distante dal Colosseo, in uno spazio suburbano adibito alla costruzione di Villae, la Basilica di Santa Maria Maggiore, dedicata alla Vergine e in stretta relazione alle decisioni prese ai Concili di Efeso di Tessalonica riguardo alla natura della Madonna che, condannando le tesi eretiche del vescovo Nestorio, veniva dichiarata Theotokos (Madre di Dio) e Vergine prima, durante e dopo il parto. L’edificio appartiene al tipo ormai codificato delle basiliche a tre navate...

Michelangelo - Giudizio Universale e Cappella Paolina

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Il Giudizio Universale della Cappella Sistina e la Cappella Paolina sono le ultime opere romane di Michelangelo. Nel Giudizio universale, che conclude l’avventura sistina, Michelangelo muta totalmente la struttura iconografica del tema. Seguendo la concezione neoplatonica del mondo, distrugge completamente l'idea del mondo diviso in due parti in contrasto tra loro (il mondo delle idee distinto dal mondo terreno), convinto com'è che attraverso la liberazione dalla materia l'uomo sia in grado di raggiungere, di intuire la verità, l'essenza delle cose, l'assoluto. Alla luce di questa concezione, Michelangelo pone al centro dell’enorme parete di fondo della Cappella Sistina un gigantesco Cristo giudice, che attraverso il braccio alzato dà il via ad un movimento rotatorio attorno alla sua figura, in base al quale alcune anime scendono e altre salgono, in un continuum che, per la prima volta elude la usuale netta demarcazione tra Mondo celeste ed Inferi...

Michelangelo - Piazza del Campidoglio

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Grande intervento urbanistico a Roma, da parte di Michelangelo, che trasformerà in maniera decisiva il volto della città, è la sistemazione della Piazza del Campidoglio che, su richiesta del Papa Paolo III, avrebbe dovuto essere messa in relazione al Vaticano. L’operazione di Michelangelo vede il capovolgimento del Palazzo capitolino che, seguendo il tradizionale orientamento del Tabularium romano, sul quale si erge, era rivolto verso il foro, dando ovviamente le spalle alla città medievale e al Vaticano. Rispondendo alle esigenze del papa, Michelangelo “gira” completamente il palazzo, costruendo una nuova facciata rivolta verso la città cristiana e san Pietro, concretizzando una comunicazione diretta tra la Roma pagana con la Roma cristiana. Per sottolineare la direzionalità nuova e per regolarizzare uno spazio altrimenti irregolare, l’Artista sistema la piazza antistante la nuova facciata, e raggiungibile attraverso una scalinata, realizzando una forma trapezoidale con i lati co...

Gianlorenzo Bernini - Sant'Andrea al Quirinale

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Tra le ultime opere del Bernini, a parte le grandi fontane, vi è la Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale La chiesa presenta una forma ellittica. Bernini costruisce due bracci concavi, che invadono lo spazio urbano. Al centro di questi due bracci pone un elemento convesso costituito da una specie di protiro, di portichetto, con due colonne, che sporge nello spazio ricavato dalla strada. Costruisce la chiesa in questo spazio che si sviluppa in linea orizzontale. Nella parte posteriore, diametralmente opposta all'ingresso, pone due colonne uguali a quelle del portichetto dell'ingresso, e tali colonne danno l'accesso ad un piccolo ambiente ad abside, che è illuminato da un tetto con finestre. A destra e a sinistra egli fa disporre otto cappelle, quattro da una parte e quattro dall'altra, e tra l'una e l'altra c'è il muro. La volta è nervata, cioè con venature che la dividono in spicchi, e dorata. Geometricamente la chiesa si dilata orizzontalment...

Gianlorenzo Bernini - Piazza San Pietro

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L'altro intervento di Bernini, sempre volto a rivalutare la cupola, è l'intervento urbanistico più importante nella Roma moderna: lo sventramento del borgo per creare il sagrato, la piazza ed il colonnato. Anche in questo intervento c'è una doppia azione di Bernini: un'azione prettamente urbanistica e un'azione scenica, teatrale. Davanti alla facciata della basilica, si può notare il sagrato quadrangolare, per la precisione trapezoidale,, con i lati convergenti verso lo spettatore. Con questa intuizione geometrica, egli ribalta la prospettiva, così come aveva fatto Michelangelo al Campidoglio per avvicinare il Palazzo dei Conservatori alla città). Il suo intento è quello di eliminare otticamente una distanza (120m) tra l'ingresso e la cupola. Con una serie di lavori geometrici, di assi che convergono, ribalta la forma della cupola nella piazza antistante, la allarga, la divide in due parti, creando così la tipica immagine di ellisse con due fuoc...

Gianlorenzo Bernini - Baldacchino di San Pietro

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Per comprendere bene l'opera architettonica del Bernini, è necessario ritornare alla fabbrica di San Pietro in Vaticano. Michelangelo aveva attuato una trasformazione assolutamente unica nel panorama della chiese cinquecentesche controriformate: aveva costruito una chiesa con una cupola enorme che si innalzava nel cielo di Roma e che copriva uno spazio a pianta centrale. Dunque la chiesa non era che il basamento della grande cupola. Nonostante la pianta centrale, Michelangelo cercò di dare direzionalità alla chiesa, in ottemperanza a quello che era il principio fondamentale della funzione salvifica della chiesa, per cui il percorso del fedele ha come mèta l'altare, il Cristo. Tuttavia, nella chiesa a pianta centrale, questo percorso non è lineare, ma è ambiguo. Per cui Michelangelo aveva tentato di ovviare a questo problema facendo tre absidi nei tre angoli del quadrato ruotante, e dell'altro angolo, smussato, aveva fatto l'ingresso. Ma restava purtuttavi...

Gianlorenzo Bernini -Estasi di Santa Teresa

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Negli anni '45-'52, quando ormai Bernini è diventato l'artista più cercato e "corteggiato" dalla nobiltà romana, gli viene commissionata dalla famiglia Corsaro un'opera che si trova a Santa Maria della Vittoria: l'Estasi di Santa Teresa d'Avila. In quest'opera noi scorgiamo uno sconvolgimento dei canoni religiosi tradizionali. Bernini si trova di fronte al difficile compito di dover rappresentare lo stato spirituale interiore di Santa Teresa così come lei lo descrive nei suoi scritti.: uno stato interiore caratterizzato da sensazioni forti ed ambivalenti, insieme di orrore e di piacere, che coinvolgono tanto lo spirito quanto il corpo. Bernini rappresenta Santa Teresa in amplesso con Dio, colpita dal dardo del'Angelo, totalmente arresa alla potenza divina, col corpo come dissolto in un abbandono sensuale: il capo riverso all'indietro, con la bocca aperta languidamente.

Gianlorenzo Bernini - David

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David- Il David di Bernini si distanzia da quello di Michelangelo, anche se vi è una ripresa dell'ideale eroico che era proprio di Michelangelo. In quello di Michelangelo non vi è però azione: se azione c'è, è solo concentrata nella testa che si ingigantisce, nelle mani gigantesche, nei tendini tirati. Il David di Bernini è ripreso nell'atto in cui sta tirando la fionda. Si può dunque intravedere una tensione fisica, non intellettuale, ed è concentrato tanto da mordersi il labbro.Vi è inoltre uno sbilanciamento del corpo; mentre il David di Michelangelo ha una postura di tipo classico, quello di Bernini è tutto spostato e presenta un movimento di torsione ed una tensione muscolare tale da consentirci di percepire tutta la forza fisica che sprigiona , forza fisica, dunque, e non intellettuale. Si direbbe che nel David di Michelangelo cè energia potenziale, in quello di Bernini energia cinetica.

Gianlorenzo Bernini - Apollo e Dafne

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Apollo e Dafne: è il manifesto della scultura barocca.. Si trova nella Galleria Borghese di Roma. Vi si nota un impressionante virtuosismo che sembra trasformare il marmo in carne; pare quasi che il marmo diventi malleabile, piegandosi al tatto. Dafne è scolpita nell'atto di scappare inseguita da Apollo, il quale, per fermarla, la trasforma in un albero di alloro. Siamo davanti a due tipi di movimento: uno è movimento nello spazio (Dafne scappa ed Apollo la insegue), quindi mutamento di luogo; l'altro è mutamento di sostanza (Dafne, man mano che scappa, cambia la sua natura, si trasforma in albero), movimento, questo, più profondo e forte di quanto non sia il movimento nello spazio. Questa caratteristica rientra pienamente nel concetto di metamorfosi, di mutamento che è tipico della cultura barocca. L'opera, inoltre, non segue una diagonale (come Tiziano o Caravaggio), ma segue una curva, ed è sbilanciata dalla parte destra. Una scultura, questa, caratterizza...

Michelangelo - La "fabrica" di San Pietro

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Mentre Michelangelo è impegnato anche a Firenze, a Roma fervono i lavori per la ricostruzione della Basilica di san Pietro che papa Giulio II aveva deciso di realizzare, distruggendo quella paleocristiana e affidando i lavori a Donato Bramante nel 1506. Il progetto di Bramante, partendo dagli studi che l’architetto urbinate conduceva con Leonardo sulle chiese a pianta centrale, proponeva una struttura a croce greca inscritta in un quadrato con i quattro bracci che si concludevano in altrettante absidi semicircolari all’interno ma quadrangolari all’esterno e con grande cupola centrale. L’invaso a croce principale si ripeteva quattro volte, in dimensioni proporzionalmente minori, nei quattro quadrati angolari che riproponevano anche cupole minori rispetto a quella centrale, mentre 4 campanili angolari chiudevano la struttura. Il progetto, innovativo oltremisura, proponeva per il massimo tempio della cristianità un superamento della comune Basilica a pianta...