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Michelangelo - Giudizio Universale e Cappella Paolina

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Il Giudizio Universale della Cappella Sistina e la Cappella Paolina sono le ultime opere romane di Michelangelo. Nel Giudizio universale, che conclude l’avventura sistina, Michelangelo muta totalmente la struttura iconografica del tema. Seguendo la concezione neoplatonica del mondo, distrugge completamente l'idea del mondo diviso in due parti in contrasto tra loro (il mondo delle idee distinto dal mondo terreno), convinto com'è che attraverso la liberazione dalla materia l'uomo sia in grado di raggiungere, di intuire la verità, l'essenza delle cose, l'assoluto. Alla luce di questa concezione, Michelangelo pone al centro dell’enorme parete di fondo della Cappella Sistina un gigantesco Cristo giudice, che attraverso il braccio alzato dà il via ad un movimento rotatorio attorno alla sua figura, in base al quale alcune anime scendono e altre salgono, in un continuum che, per la prima volta elude la usuale netta demarcazione tra Mondo celeste ed Inferi...

Michelangelo - Piazza del Campidoglio

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Grande intervento urbanistico a Roma, da parte di Michelangelo, che trasformerà in maniera decisiva il volto della città, è la sistemazione della Piazza del Campidoglio che, su richiesta del Papa Paolo III, avrebbe dovuto essere messa in relazione al Vaticano. L’operazione di Michelangelo vede il capovolgimento del Palazzo capitolino che, seguendo il tradizionale orientamento del Tabularium romano, sul quale si erge, era rivolto verso il foro, dando ovviamente le spalle alla città medievale e al Vaticano. Rispondendo alle esigenze del papa, Michelangelo “gira” completamente il palazzo, costruendo una nuova facciata rivolta verso la città cristiana e san Pietro, concretizzando una comunicazione diretta tra la Roma pagana con la Roma cristiana. Per sottolineare la direzionalità nuova e per regolarizzare uno spazio altrimenti irregolare, l’Artista sistema la piazza antistante la nuova facciata, e raggiungibile attraverso una scalinata, realizzando una forma trapezoidale con i lati co...

Gianlorenzo Bernini - Sant'Andrea al Quirinale

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Tra le ultime opere del Bernini, a parte le grandi fontane, vi è la Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale La chiesa presenta una forma ellittica. Bernini costruisce due bracci concavi, che invadono lo spazio urbano. Al centro di questi due bracci pone un elemento convesso costituito da una specie di protiro, di portichetto, con due colonne, che sporge nello spazio ricavato dalla strada. Costruisce la chiesa in questo spazio che si sviluppa in linea orizzontale. Nella parte posteriore, diametralmente opposta all'ingresso, pone due colonne uguali a quelle del portichetto dell'ingresso, e tali colonne danno l'accesso ad un piccolo ambiente ad abside, che è illuminato da un tetto con finestre. A destra e a sinistra egli fa disporre otto cappelle, quattro da una parte e quattro dall'altra, e tra l'una e l'altra c'è il muro. La volta è nervata, cioè con venature che la dividono in spicchi, e dorata. Geometricamente la chiesa si dilata orizzontalment...

Gianlorenzo Bernini - Piazza San Pietro

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L'altro intervento di Bernini, sempre volto a rivalutare la cupola, è l'intervento urbanistico più importante nella Roma moderna: lo sventramento del borgo per creare il sagrato, la piazza ed il colonnato. Anche in questo intervento c'è una doppia azione di Bernini: un'azione prettamente urbanistica e un'azione scenica, teatrale. Davanti alla facciata della basilica, si può notare il sagrato quadrangolare, per la precisione trapezoidale,, con i lati convergenti verso lo spettatore. Con questa intuizione geometrica, egli ribalta la prospettiva, così come aveva fatto Michelangelo al Campidoglio per avvicinare il Palazzo dei Conservatori alla città). Il suo intento è quello di eliminare otticamente una distanza (120m) tra l'ingresso e la cupola. Con una serie di lavori geometrici, di assi che convergono, ribalta la forma della cupola nella piazza antistante, la allarga, la divide in due parti, creando così la tipica immagine di ellisse con due fuoc...

Michelangelo - La "fabrica" di San Pietro

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Mentre Michelangelo è impegnato anche a Firenze, a Roma fervono i lavori per la ricostruzione della Basilica di san Pietro che papa Giulio II aveva deciso di realizzare, distruggendo quella paleocristiana e affidando i lavori a Donato Bramante nel 1506. Il progetto di Bramante, partendo dagli studi che l’architetto urbinate conduceva con Leonardo sulle chiese a pianta centrale, proponeva una struttura a croce greca inscritta in un quadrato con i quattro bracci che si concludevano in altrettante absidi semicircolari all’interno ma quadrangolari all’esterno e con grande cupola centrale. L’invaso a croce principale si ripeteva quattro volte, in dimensioni proporzionalmente minori, nei quattro quadrati angolari che riproponevano anche cupole minori rispetto a quella centrale, mentre 4 campanili angolari chiudevano la struttura. Il progetto, innovativo oltremisura, proponeva per il massimo tempio della cristianità un superamento della comune Basilica a pianta...

Michelangelo - Biblioteca Laurenziana

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Poco distante dalle Cappelle medicee, Michelangelo interviene per riorganizzare lo spazio della Biblioteca Laurenziana e, principalmente, del vestibolo di essa, di dimensioni e proporzioni complicatissime (molto alto e stretto, col piano di calpestio più in basso rispetto a quello della sala di lettura della Biblioteca). Per poter ovviare a questa serie di problemi, che rendevano percettibilmente inconsueto e sgraziato il vestibolo, Michelangelo interviene mettendo in crisi in maniera definitiva i valori artistici e architettonici classici e continuando quell’operazione di desemantizzazione che aveva iniziato nelle Cappelle e che lo aveva portato ad utilizzare le lesene come elementi che spingevano contro il muro e non soltanto come strutture portanti e reggenti la trabeazione. Nel vestibolo della Biblioteca tale processo raggiunge livelli altissimi poiché l’artista per ricomporre un’armonia volumetrica, evidentemente non percepibile, interviene interpretando le colonn...