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Gianlorenzo Bernini - Sant'Andrea al Quirinale

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Tra le ultime opere del Bernini, a parte le grandi fontane, vi è la Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale La chiesa presenta una forma ellittica. Bernini costruisce due bracci concavi, che invadono lo spazio urbano. Al centro di questi due bracci pone un elemento convesso costituito da una specie di protiro, di portichetto, con due colonne, che sporge nello spazio ricavato dalla strada. Costruisce la chiesa in questo spazio che si sviluppa in linea orizzontale. Nella parte posteriore, diametralmente opposta all'ingresso, pone due colonne uguali a quelle del portichetto dell'ingresso, e tali colonne danno l'accesso ad un piccolo ambiente ad abside, che è illuminato da un tetto con finestre. A destra e a sinistra egli fa disporre otto cappelle, quattro da una parte e quattro dall'altra, e tra l'una e l'altra c'è il muro. La volta è nervata, cioè con venature che la dividono in spicchi, e dorata. Geometricamente la chiesa si dilata orizzontalment...

Gianlorenzo Bernini - Piazza San Pietro

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L'altro intervento di Bernini, sempre volto a rivalutare la cupola, è l'intervento urbanistico più importante nella Roma moderna: lo sventramento del borgo per creare il sagrato, la piazza ed il colonnato. Anche in questo intervento c'è una doppia azione di Bernini: un'azione prettamente urbanistica e un'azione scenica, teatrale. Davanti alla facciata della basilica, si può notare il sagrato quadrangolare, per la precisione trapezoidale,, con i lati convergenti verso lo spettatore. Con questa intuizione geometrica, egli ribalta la prospettiva, così come aveva fatto Michelangelo al Campidoglio per avvicinare il Palazzo dei Conservatori alla città). Il suo intento è quello di eliminare otticamente una distanza (120m) tra l'ingresso e la cupola. Con una serie di lavori geometrici, di assi che convergono, ribalta la forma della cupola nella piazza antistante, la allarga, la divide in due parti, creando così la tipica immagine di ellisse con due fuoc...

Michelangelo - La "fabrica" di San Pietro

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Mentre Michelangelo è impegnato anche a Firenze, a Roma fervono i lavori per la ricostruzione della Basilica di san Pietro che papa Giulio II aveva deciso di realizzare, distruggendo quella paleocristiana e affidando i lavori a Donato Bramante nel 1506. Il progetto di Bramante, partendo dagli studi che l’architetto urbinate conduceva con Leonardo sulle chiese a pianta centrale, proponeva una struttura a croce greca inscritta in un quadrato con i quattro bracci che si concludevano in altrettante absidi semicircolari all’interno ma quadrangolari all’esterno e con grande cupola centrale. L’invaso a croce principale si ripeteva quattro volte, in dimensioni proporzionalmente minori, nei quattro quadrati angolari che riproponevano anche cupole minori rispetto a quella centrale, mentre 4 campanili angolari chiudevano la struttura. Il progetto, innovativo oltremisura, proponeva per il massimo tempio della cristianità un superamento della comune Basilica a pianta...