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L'universalità dell'arte

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--> Pensare alla Storia dell’Arte come un elenco infinito di nomi, di collocazioni, di palazzi, chiese, ponti; come un ammasso di date, come un susseguirsi di artisti dai nomi spesso incomprensibili che fanno cose - cose che a volte riusciamo a riconoscere e che invece, molte altre volte, ci appaiono estranee e oscure - pensare alla Storia dell’Arte in questo modo, significa non pensare alla Storia dell’Arte. Perché l’arte è ciò che manifesta, senza dubbi, senza mezzi termini, senza ricorso a sotterfugi inutili, il più intimo spirito dell’uomo; forse l’arte è quella cosa che ci rende simili a Dio? Non è forse l’arte il frutto di un’azione creatrice? Ed è allora circoscrivibile in “cose”? Può essere inaridita da valori economici? Può essere evitata? Per evitare di avere contatti con l’arte dovremmo chiudere gli occhi, tapparci le orecchie, turarci il naso, evitare di mangiare, tagliarci i polpastrelli… non dovremmo guardare, né ascoltare, né odorare, né gustare, né ...